marx vs stalinlaboutUNIPGiononoposso

Blog del Lab.A/Out, rete di singolarità resistenti all'interno dell'ateneo perugino

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO.... Università in rivolta!!!!!

labaut | 26 Ottobre, 2008 11:35

Car* Compagn*,

dopo aver ripreso l'attività a inizio ottobre, siamo stati travolti anche noi dall'onda anti-tagli che sta scuotendo l'Italia.  Dopo aver organizzato lo scorso 15 ottobre la prima giornata di proteste, ci siamo ritrovati con un movimento spontaneo di circa 200 persone che si è man mano allargato. Tale esplosione di soggettività ribelli ci ha spinto a fare un passo indietro, a non rivendicare più un nome che potrebbe solo creare fastidi, rimettendoci alla sovranità di un assemblea autoconvocata e autogestita, non vogliamo "patrocinare" nessun movimento, perchè la protesta sta esplodendo dal basso e non può e non deve essere rappresentata da nessuno. Da una settimana cortrei spontanei bloccano la città e occupano le strade e le piazze. BLOCCHEREMO TUTTO!!!!!!!

Tutte le nostre attività continueranno all'interno dell'aula I1 di Fisica dove va avanti da lunedì 20 ottobre un'occupazione rabbiosa, colorata e gioiosa!!!!!!!Di seguito il sito degli Studenti Autoconvocati 15/10

http://ondaperugia.indivia.net

è attiva inoltre una mailing list su tutte le nostre attività; chiunque voglia iscriversi mi contatti alla mail redfla.ras@libero.it

L'ONDA ANOMALA VI TRAVOLGERA'

saluti ribelli - Flavio

 

Conclusi i seminari d'Autoformazione

labaut | 31 Maggio, 2008 12:58

Con l'ultimo seminario di giovedì 29 maggio si conclude il primo ciclo "sperimentale" dell'autoformazione a Perugia. Pronti a ripartire il prossimo anno accademico mettiamo a disposizione di chinque sia interessato i materiali fin qui raccolti scaricabili dal sito di uniriot ( SCARICA AUDIO E ABSTRACT DEI SEMINARI (CopyRiot Zone) ).

Ringraziamo anche tutti i compagn* che ci hanno aiutato in questi mesi e tutti coloro che hanno partecipato ai nostri seminari e alle nostre iniziative. Ci scusiamo per la mancata festa di riappropriazione dello spazio universitario ma il tempo ci ha giocato un bello scherzo. Nonostante ciò la serata elettronica svoltasi al CSOA ex Mattatoio è stata partecipata e bellissima..... ancora grazie a tutti!!!!!

per qualsiasi info o richiesta varia lab.aut@libero.it 

  • Primo incontro del ciclo di autoformazione di Uniriot Perugia.

ImageLunedi 28 Aprile Ore 16:30
"Dalla disciplina al rischio. I dispositivi di sicurezza nell'indagine foucaultiana sul biopotere"
Aula D facoltà Scienze Politiche, Perugia.

interviene: Vincenzo Sorrentino (autore di "Il pensiero politico di Foucault")

Un seminario per avvalersi di strumenti teorici di analisi dei moderni dispositivi di sicurezza, inquadrandoli nella cornice più ampia di tecniche e tattiche di 'governo dei viventi'; vale a dire il biopotere come potere che investe sulla vita e non ha più una funzione meramente repressiva. Il pensiero di questo filosofo può essere attualizato nelle tecnologie securizzanti che mirano a gestire il rischio connesso alla libertà di soggetti facendone un calcolo attuariale. In questo senso "la vita entra nei calcoli impliciti del potere"

 

 

  • Secondo incontro del ciclo di autoformazione di Uniriot Perugia:

ImageMartedì 13 Maggio Seminario di autoformazione 1.2
"TRASFORMAZIONE DELLE POLITICHE SOCIALI E GERARCHIZZAZIONE DEL MIGRANTE"
Interviene Alberto De Nicola

Ore 16:30 Aula A Facoltà Scienze Politiche e Economia, Perugia
 
Dopo il primo seminario in cui abbiamo "navigato" nel pensiero di Foucault attraverso, soprattutto, i corsi al Collège de France ora decliniamo il concetto di sicurezza dal punto di vista economico e delle politiche sociali
 Cerchiamo di capire alcuni aspetti dell'economia politica, del sapere principale del capitalismo. Sia attraverso lo studio di alcune norme giuridiche, della loro funzione di normazione negativa dei comportamenti, sia delle possibilità di mobilità dei lavoratori.
Cercare di vedere il governo dei viventi attraverso la figura del migrante.
 Qui é interessante l'analisi di Yann Moulier Boutang in "Dalla schiavitù al lavoro salariato" che mette in relazione le politiche sulla manodopera e la loro mobilità, l'esigenza di avere a disposizione lavoratori disciplinati e lasciare gli spazi di libertà tipici del biopotere.
 
In questa cornice vedere sia la costituzione del welfare state che del contratto salariato standard come nuovi mezzi per trattenere i lavoratori nei sistemi produttivi nazionali, ma che sono stati costruiti dopo la "fuga inarrestabile" dei lavoratori dalle forme di lavoro coatte.
 Quindi una breve analisi del contratto di lavoro nel mercato del lavoro odierno ed osservare come lo statuto giuridico del lavoratore esogeno, e del migrante, sia diverso e posto in una situazione di inferiorizzazione gerarchica del lavoro. Il lavoro esogeno, con una diversa caratterizzazione giuridica, come base per la costituzione del lavoro salariato "libero" e per il compromesso fordista-keynesiano.
 
Da qui una più intensa riflessione sulle politiche sociali e sul loro significato teorico: 
1) Genealogia, tipologia e crisi del Welfare State
2) Emergere di una nuova razionalità governamentale della politica sociale
3) Dal Welfare al Workfare
 Dibattito, mettere alla prova teorica proposte politiche, iniziative e rivendicazioni
 Insomma riuscire ad illustrare in sintesi l'ipotesi dell'autore dell'instabilità intrinseca del lavoro salariato, la relazione gerarchica dei contratti, la devianza dello statuto del lavoro migrante come regola dello sviluppo economico e l'importanza della mobilità come elemento fondamentale dello "scambio" tra lavoratore e datore di lavoro. Ritornando ripetutamente sulle analisi di Foucault, in particolare sulle politiche sociali.

  •  Terzo incontro del ciclo di autoformazione

ImageTerzo ed ultimo incontro del ciclo di autoformazione:
Seminario 1.3: "Controlli postmoderni e risposte securitarie"
interviene: Omid Firouzi (uniUrbino)
Giovedì 29 maggio ore 16 Aula A, Facoltà scienze politiche ed economia, Perugia

Questo seminario tenta di dare una sintesi sistematica di tutto ciò che è stato analizzato nei precedenti incontri. Tratteremo di come lo stato mette in pratica quei dispositivi di controllo post-moderni, e di come alimentando le ansie e le paure popolari dovute all’ascesa del neoliberismo come pratica di governo riesce a mettere in scena il discorso sicuritario.
Nell’analisi si terrà conto in particolar modo del ruolo dei media nella costruzione del senso di insicurezza e del ruolo dei migranti, soggetti su cui maggiormente ricadono le conseguenze di questo clima sicuritario.

LAB AUT PERUGIA 

 

Festa ai giardini del rettorato

labaut | 23 Maggio, 2008 16:34

La vita moderna ti stressa
na mappina e tu te fai a cocaina? No!
Riappropriamoci degli spazi
Riappropriamoci di ci che nostro
Riappropriamoci della nostra vita non lasciamola scorrere così
Ripetutamente!”

 

La vita dello studente messo a produzione nell’università riformata è fatta di corse da un aula all’altra per seguire le lezioni, calcoli schizofrenici dei crediti per sbarcare in zona “borsa di studio”, e tra una corsa e l’altra, di felici aperitivi in locali “per giovani” dove la socialità passa attraverso uno scontrino fiscale (anche salato), senza ovviamente dimenticare le belle serate in piazza in compagnia di vari eserciti protettori. L’università, luogo fisico della nostra formazione, non ci è permessa al di fuori della lezione accademica. La piazza della città è presidiata per mantenere alto il clima di odio e paura.

Contro il securitarismo, per la libertà di movimento e per riprenderci l’università e finalmente divertirci nella piccola cittadella universitaria fuori da telecamere e polizie ci vediamo

 tutt* giovedì 29 maggio alle ore 19.30 ai giardini del rettorato (via Pascoli, sopra SP/Ec)

Ore 19.30: aperitivo di-vino accompagnato da      pizzette, taralli e quant’altro (e un po’ di     musica rock-reggae-ska-punk)

Ore 22.00: DjSet con musica Elettronica (Techno, Drum n’Bass, Goa,Trance)

 

Prima dell’aperitivo si terrà l’ultimo seminario d’autoformazione sul tema “Sicurezza” dal titolo “Controlli post-moderni e risposte securitarie” in Aula 3 alle ore 16.00 presso la Facoltà di Scienze Politiche


Lab.Aut
- UNIRIOT Perugia

Attacco fascista al CSOA Ex Mattatoio (PG)

labaut | 20 Aprile, 2008 15:27

VILE AZIONE DEI NAZIFASCISTI CONTRO IL CSOA EX MATTATOIO

 

Domenica mattina intorno alle 07:00 un gruppo di 4 persone ha preso vigliaccamente di mira il Centro Sociale Ex Mattatoio di Ponte S. Giovanni di Perugia. Tali loschi individui hanno effettuato atti di vandalismo nei confronti dei locali danneggiandone le vetrate e accanendosi, nella loro opera di distruzione, contro un camper parcheggiato nel piazzale nel quale stava dormendo il proprietario. Questo squallido e vile episodio è avvenuto poche ore dopo la proiezione del film NaziRock che documenta le strette relazioni tra la destra istituzionale e i gruppi di estrema destra nazifascista.

 

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai compagn* del CSOA e a tutte le vittime della vigliaccheria di queste carogne.

 

ORA E SEMPRE RESISTENZA!!!!!

Presentazione Autoformazione

labaut | 20 Aprile, 2008 12:49

Presentazione del progetto di autoformazione del Laboratorio Autonomo;

una discussione sulla militanza nell'università attraverso la pratica dell'autoformazione e presentazione dei seminari autogestiti.

22 Aprile ore 16 Aula A, facoltà scienze politiche Perugia

Cinegiornale 24 aprile

labaut | 18 Aprile, 2008 14:02

CINEGIORNALE  LAB.AUT

 

Che cosa è la Lega Nord?

Perché al suo interno cresce la componente fascista, mentre l’involuzione xenofoba e razzista diventa sempre più visibile?

Per scoprirlo, nel nostro viaggio all’interno delle anime del movimento leghista, ci faremo accompagnare da una guida speciale: l’europarlamentare Mario Borghezio

Camicie Verdi: Bruciare il tricolore - Misteri e segreti della Lega Nord

Regia: Claudio Lazzaro (78’)

 

GIOVEDI’ 24 APRILE ORE 16.30 AULA “A”/UTOGESTITA DIPARTIMENTO DI LINGUE FACOLTA’ SCIENZE POLITICHE

 

A seguire aperitivo di-vino al parchetto sopra Scienze Politiche

Lab.Aut

lab.aut@libero.it

Inoltre ci troverete sicuramente in auletta il mercoledì dalle 16.30

 

Interrogativi sull'archiviazione per omicidio volontario per la morte di Aldo Bianzino

labaut | 11 Marzo, 2008 17:23

Comitato Verità per Aldo

Il carcere?

Sicuro da morire.....

Interrogativi sull'archiviazione del processo per omicidio

volontario per la morte di Aldo Bianzino

Perugia 21-02-2008 http://veritaperaldo.noblogs.org

CRONOLOGIA ESSENZIALE

12-10-2007 Nella mattinata 4 poliziotti, una poliziotta ed un finanziere dell'unità cinofila

con un mandato di perquisizione firmato dal PM Petrazzini, fanno irruzione

nel casale di Aldo Bianzino. Al termine della perquisizione, durata diverse

ore, trovano solo alcune piante di marijuana e 30 euro in contanti. Aldo si

assume subito la responsabilità del tutto (scagionando la compagna Roberta

Radici) ciò nonostante entrambi vengono prima condotti al commissariato di

Città di Castello, poi alla questura di Perugia ed infine al Carcere di

Capanne. Aldo viene portato in isolamento e Roberta nel braccio femminile.

Si lasciano soli a casa il figlio Rudra di 14 anni e la mamma di Roberta che

ha 91 anni.

13-10-2007

ore 13:00

Aldo ha un colloquio con l'avvocato d'ufficio (Edoardo Maglio) il quale

incontra Roberta poco dopo e le comunica che Aldo “è tranquillo, un pò

preoccupato per per te (Roberta) ma in condizioni di salute perfette”, come

confermato anche nella consueta visita medica e psichiatrica all'arrivo in

carcere. L'avvocato è l'ultimo civile ad aver visto vivo Aldo Bianzino.

Dalla successiva testimonianza di un detenuto, si viene a sapere che Aldo è

stato prelevato dalla sua cella altre due volte fra il pomeriggio e la sera,

mentre dai verbali risulta sotto la dicitura “visita”un uscita la cui ragione e

l'ora non vengono precisate.

14-10-2007

ore 07:00

ore 08:10

ore 08:30

ore 09:05

ore 11:00

ore 12:1 0

Al passaggio del detenuto lavorante Aldo viene visto seduto sul letto

superiore con le gambe incrociate, le spalle appoggiate al muro ed indosso

solo una maglietta. Questa dichiarazione è in contraddizione con quella della

guardia carceraria secondo cui Aldo avrebbe dormito steso tutta la notte.

Al momento della battitura Aldo non risponde e viene poi trasportato fuori

dalla sua cella e lasciato a terra in una zona del corridoio vicino

all'infermeria , le celle vicine furono precedentemente “isolate” con delle

lenzuola. Il personale sanitario di turno (due donne entrambe esili) dichiara

di aver fatto quattro iniezioni di adrenalina, attaccato il defibrillatore

automatico (che non si è mai attivato forse perché il corpo era già privo di

vita?) e di aver praticato per 22 minuti il massaggio cardiaco.

Arriva il 118 che ne dichiara immediatamente il decesso. Dalle foto e dai

verbali, il corpo di Aldo risulta sdraiato a terra, gli occhi fissi, un orecchio

tumefatto, labbra e mucose già cianotiche (segno che Aldo era già morto da

diverso tempo), con indosso solamente una maglietta presumibilmente non

sua (i familiari non l'hanno riconosciuta).

Roberta viene chiamata da un vice ispettore capo in borghese che invece di

comunicarle la morte del compagno, cerca di ottenere subito una sua

dichiarazione per poter sostenere un’ipotesi di morte naturale. Le domanda

concitato e insistentemente “aveva problemi cardiaci?”soffriva di

svenimenti?”“Non puo' avere ingerito qualche ovulo al momento

dell'arresto?” Poi aggiunge “è svenuto in cella, ora lo stanno già portando al

Silvestrini, è in coma e l'hanno già intubato, gli faranno una lavanda gastrica,

mi dica possiamo ancora salvarlo...”

il direttore del carcere fa visita a roberta in cella e le dice: “Aldo è al

Silvestrini, le faremo sapere quando telefoneranno i medici”.

Mentre Roberta viene scarcerata, chiede quando può rivedere Aldo al vice

ispettore capo che le risponde seccato: “martedì dopo l'autopsia!”

Il PM Petrazzini, già titolare dell'indagine che ha portato all'arresto, apre

un'indagine sulla morte e dovrebbe acquisire il materiale necessario per

ricostruire il quadro.

16-10-2007 Il medico legale Patumi nomimato da una parte della famiglia, assiste alla

prima autopsia condotta dal dott. Lalli, nominato dal PM; successivamente

dichiara ai familiari e a tre avvocati di aver trovato sul corpo di Aldo lesioni

al fegato, alla milza, al cervello e due costole rotte, aggiungendo che Aldo

sarebbe morto a causa di colpi dati con l'intento di uccidere, colpi dati con

una tecnica scientifica usata presso alcune corporazioni militari che mirano a

distruggere gli organi vitali senza lasciare tracce esterne.

22-10-2007 Il PM Petrazzini apre un'indagine contro ignoti per omicidio volontario e

l'affida alla polizia, lo stesso corpo che li ha arrestati.

23-10 2007 Vengono effettuati diversi esami sul corpo, vengono prelevati l'encefalo e il

fegato per esami specifici in particolare il cervello viene prelevato per

verificare l'ipotesi della presenza di microtraumi da scuotimenti. Questo

esame fu affidato a Anna Aprile.

26-10-2007 Sulla base di dichiarazioni rilasciate da persone informate sui fatti, il PM

iscrive sul registro degli indagati un agente di polizia penitenziaria per

omissione di soccorso ed omesso servizio.

05-11-2007 Primo incidente probatorio. Più testimoni dichiarano di aver sentito Aldo

chiedere aiuto durante la notte fra sabato e domenica e che l'unica guardia

carceraria non è mai intervenuta a prestare soccorso. Questa versione sembra

anche essere confermata dai nastri video che non hanno mai mostrato

controlli tra le 3:20 e le 6:57.

10-11-2007 Il comitato “Verità per Aldo” organizza una manifestazione nazionale a cui

partecipano migliaia di persone per fare luce e chiedere giustizia su un

dramma divenuto tragedia.

Il medico legale bolognese Fortuni di parte effettua un'ulteriore autopsia

insieme al dott. Patumi cambiando completamente l'esito dell'esame rispetto

ai precedenti: non si fa più menzione delle coste rotte né dello

spappolamento della milza, il fegato risulta distaccato . Si parla per la prima

volta di un aneurisma come causa della morte.

14-01-2008 Secondo incidente probatorio dove i testimoni presenti al primo confermano

la loro versione ma spunta un nuovo testimone (detenuto lavorante

dell'ufficio immatricolazioni) che accusa i primi di aver ordito una congiura

per incastrare la guardia carceraria.

31-01-2008 Secondo la relazione dei medici legali nominati dal PM Aldo è morto a causa

di aneurisma cerebrale.

10-01-2008 Il PM chiede l'archiviazione per l'accusa di omicidio volontario.

PERSONAGGI

- Di Natale/ Donati: avvocati di parte

- Walter Patumi: primo medico legale di parte

- Massimo Zaganelli: avvocato R

- Laura Paglicci-Reattelli: medico legale R

- Luca Lalli: medico legale procura

- Petrazzini: sostituto procuratore incaricato per l'indagine che ha portato all'arresto e per le

indagini sul decesso

- Anna Aprile: medico legale di Padova, chiamato per esprimere un consulto sullo shaking.

- Giuseppe Fortuni: medico legale nominato da R

- Paccoi: avvocato difensore della guardia carceraria e avvocato difensore di due dei

testimoni

- GC: guardia carceraria imputata per omissione di soccorso

- Edoardo Maglio: avvocato d'ufficio di Aldo e Roberta subito dopo l'arresto

- Pantaleone Giacobbe: direttore del carcere di Capanne

PM PETRAZZINI:

E' vero che lui era il magistrato di turno quel giorno, ma è buona prassi che, qualora sussista

la situazione in cui il PM è lo stesso che ha ordinato l'arresto, sia il PM stesso ad evitare di

assumersi la nuova inchiesta e passarla a qualcun'altro.

Non e' corretto che uno stesso magistrato svolga contemporaneamente il ruolo dell'accusa e

della tutela nei confronti della medesima persona. Il pm Petrazzini è titolare dell'ordinanza di

perquisizione e di arresto emessa nei confronti di Aldo (ruolo di accusa) ed è titolare

dell'inchiesta sull'omicidio a tutela dello stesso. Al limite il magistrato che ha emesso

l'ordinanza di perquisizione nei confronti di Aldo potrebbe essere sentito come parte in causa

all'interno dell'inchiesta sull'omicidio. Come potrebbe Petrazzini interrogare se stesso?

Il Comitato chiede che l'inchiesta sull'omicidio vada affidata ad un magistrato differente da

quello che ha emesso l'ordinanza di perquisizione e di arresto.

Considerando che Aldo venne trovato senza scarpe, senza calze, senza mutande e senza

pantaloni con indosso solo una maglietta, in pratica nudo (va notato che siamo in un carcere a

metà ottobre), desta sconcerto il fatto che il pm Petrazzini, dopo avere aperto una inchiesta

per omicidio volontario, non abbia mai disposto il sequestro degli indumenti di Aldo né

furono mai effettuati rilevamenti della scientifica nella sua cella.

In una situazione del genere, caratterizzata da un altissimo rischio di inquinamento

(considerato lo spirito di corpo della polizia penitenziaria e la forte ricattabilità dei reclusi)

queste due mancanze non possono essere considerate come semplici errori, per di più

commessi da un PM la cui serietà viene sostenuta da molti. Non vogliamo pensare che queste

due negligenze implicano la volontà di non approfondire la verità, ma anche sforzandoci non

siamo riusciti a trovare molte altre ipotesi plausibili. Ironia della sorte ha voluto che nello

stesso periodo per il caso di Meredith siano stati effettuati tutti i rilevamenti scientifici

disponibili, raccontati con una morbosità eccezionale da tutti i media.

Al termine del primo incidente probatorio grazie alle dichiarazioni di un testimone, il PM

Petrazzini sapeva bene che Aldo è stato prelevato dalla sua cella per ben due volte fra il

pomeriggio e la sera di sabato, ma sembra aver preferito concentrare le sue indagini su altro

piuttosto che approfondire questa pista, tutt'altro che secondaria. Chi e perchè ha prelevato

Aldo dalla sua cella?

E' stato chiamato dal direttore? dal magistrato? Per quale motivo? Chi e quante volte è entrato

in quella sezione del carcere quella notte?

Sarebbe facile rispondere visto che per legge in un carcere tutto questo deve essere annotato,

ma durante l'incidente probatorio l'agente di custodia sembra soffrire, nei suoi racconti, di

evidenti lacune e amnesie, arrivando a dichiarare di aver compiuto delle omissioni nella

compilazione dei verbali. Dice anche di aver effettuato i controlli, previsti ma le telecamere

non rilevano nulla.

Come è possibile che l'agente di custodia dichiari che può succedere che un ingresso non

venga segnato sul registro e nessuno lo contraddica? Le telecamere potrebbero spiegare

diversi interrogativi, ma come mai prima si dice che quella notte hanno avuto delle

“anomalie” e giorni dopo che funzionano solo per 15 secondi ogni 2 minuti? È possibile che

tutto questo possa accadere in un carcere, luogo del controllo per eccellenza?

MEDICI LEGALI

A seguito della prima autopsia sul corpo di Aldo, il PM apre un'indagine per omicidio

volontario.

Il medico legale nominato da una parte della famiglia, assiste alla prima autopsia condotta dal

dott. Lalli, nominato dal PM; successivamente dichiara ai familiari e a tre avvocati di aver

trovato sul corpo di Aldo lesioni al fegato, alla milza, al cervello e due costole rotte,

aggiungendo che “Aldo sarebbe morto a causa di colpi dati con l'intento di uccidere, colpi dati

con una tecnica scientifica usata presso alcune corporazioni militari che mirano a distruggere

gli organi vitali senza lasciare tracce esterne”.

Questa versione viene confermata con ritmo e gravità crescente nelle diverse dichiarazioni

rilasciate alla stampa. Anche un secondo medico legale di parte (la dott. Reattelli) dichiara:

“ho avuto modo di vedere solo l'encefalo ma ritengo che le lesioni siano di natura traumatica”

(cfr. La Nazione – Umbria 25/10/07). Nei giorni seguenti vengono ripetuti diversi esami

autoptici e, rispetto alle lesioni cerebrali, l'esame macroscopico ha evidenziato la presenza di

un consistente ematoma superficiale di origine traumatica legato ad un evento ultimo. Da cosa

è stato causato? “L'ipotesi che Aldo possa essere stato ucciso volontariamente è tutt'altro che

campata in aria” (cfr. Giornale dell'Umbria 28/10/07). Inoltre, dalle sezioni dell'encefalo,

viene trovata alla base di un arteria una vecchia ganga cicatriziale estranea all'evento ultimo

traumatico che avrebbe sanguinato più volte nella sua vita senza che Aldo si fosse mai

accorto.

Ma l'ipotesi dell'aneurisma si fa strada solo dopo che il cervello è stato prelevato per

verificare la possibilità che le lesioni traumatiche fossero dovute a microtraumi da

scuotimento: e se fosse stato sostituito?

É a partire dalla separazione del cervello di Aldo dal suo corpo che i medici legali iniziano a

parlare di un possibile aneurisma dichiarando che “Aldo soffriva di una patologia

asintomatica o silente”.

La fatalità dell'aneurisma contrasta con un taglio di 3, 5 cm sul fegato e del suo distacco

causato generalmente da eventi traumatici. Anche per questo però i medici legali trovano una

motivazione legata alla “fatalità”, sostenendo l'ipotesi che il fegato sia stato lesionato da un

massaggio cardiaco effettuato male dal personale medico del carcere (di esile corporatura).

Il cuore è in alto a sinistra, il fegato in basso a destra! Lo stesso Fortuni ha dichiarato che nel

corso della sua lunga esperienza (la principale motivazione che ha portato alla sua nomina), in

più di trentamila autopsie non lo ha mai riscontrato.

Ci sembra assurdo che due casi così improbabili si verifichino simultaneamente nello stesso

soggetto.

Perchè durante la seconda autopsia uno dei medici legali di parte smentisce che la milza e le

costole siano state lesionate, al contrario di quanto da lui stesso affermato nella prima

autopsia, senza dare giustificazioni credibili? E' stata mai effettuata una radiografia delle

costole di Aldo?

E' il caso di riferire che rispetto agli altri segni trovati sul corpo di Aldo, va rilevato che dalle

foto eseguite sul cadavere era presente una grossa tumefazione all'orecchio sinistro.

Inoltre secondo i periti nella regione sacrale vi era una cicatrice, secondo la famiglia Aldo non

aveva nessuna cicatrice al momento dell'arresto.

Sono anche questi il frutto di un evento naturale oppure un ulteriore segno di percosse subite?

Perchè questo elemento non è stato mai evidenziato nell'ambito dell'indagine?

Che l'intento sia quello di insabbiare subito l'accaduto risulta evidente dal fatto che poco dopo

la costatazione del decesso di Aldo, la sua compagna viene chiamata da un vice ispettore capo

il quale invece di comunicarle la morte del compagno cerca di ottenere una sua dichiarazione

per poter sostenere un'ipotesi di morte naturale. I passaggi dell'insabbiamento proseguono ad

un livello più generale, con l'apertura di un indagine per semplice omissione di soccorso (con

tanto di capro espiatorio, il secondino di turno quella notte) in aggiunta a quella già aperte per

omicidio volontario. In seguito il depistaggio prosegue con la smentita dell'esistenza di alcune

lesioni sul corpo per arrivare a sostenere che la morte di Aldo sia riconducibile unicamente a

cause naturali.

L'indagine ci sembra generica, lacunosa e poco credibile, lascia aperti troppi interrogativi.

Percepiamo un clima generale orientato a concludere questa vicenda frettolosamente con una

generica omissione di soccorso per la quale tutto si può risolvere in sede civile.

La conferma viene dal fatto che il 9 Febbraio 2008 il PM Petrazzini decide di chiudere con

un'archiviazione l'indagine che ipotizzava l'omicidio volontario contro ignoti.

Noi non crediamo alle conclusioni del PM, chiediamo la verità e l'accertamento delle

responsabilità.

Perche' di carcere non si può morire e

per una pianta d'erba in carcere non ci si deve finire!

ECCESSI DI SICUREZZA

labaut | 08 Marzo, 2008 17:08

Intervento di Roberta Radici,compagna di Aldo Bianzino, all'università di Scienze Politiche a Perugia.

Assemblea pubblica "ECCESSI DI SICUREZZA - Storie di ordinaria repressione"

labaut | 19 Febbraio, 2008 13:46

 

 

ECCESSI DI SICUREZZA

 

Storie di ordinaria repressione: racconti e testimonianze

 

Ricostruiamo il filo rosso della repressione che parte dai casi di Livorno (Marcello Lonzi)  e di Ferrara  (Federico Aldrovandi), fino ad arrivare all’ottobre umbro,  caratterizzato dalla morte di Aldo  Bianzino e allo spettacolare arresto dei ragazzi spoletini.

 

ASSEMBLEA MERCOLEDI’ 20 FEBBRAIO AULA 6(A) ORE 16, FACOLTA’ SCIENZE POLITICHE

 

Interverranno:

·      Roberta, compagna di Aldo Bianzino, morto “misteriosamente” in carcere a Capanne, Perugia;

 ·      Aurelio, padre di Michele, l’unico dei ragazzi spoletini ancora in carcere;

 ·      Comitato verità per Marcello Lonzi, picchiato a morte in carcere a Livorno;

 ·      Checchino Antonini, giornalista di Liberazione, per parlare del caso Aldrovandi;

 

 

Lab.Aut

Comitato Verità per Aldo Bianzino

presidio per gli arrestati di spoleto

labaut | 02 Febbraio, 2008 19:22

Volantino per il presidio in Piazza Italia: libertà agli arrestati di Spoleto  

IL 31 GENNAIO 2008 sono passati 100 giorni di prigione in isolamento per Michele, e Andrea, dopo 99 giorni di isolamento è agli arresti domiciliari. I due, arrestati insieme a Dario, Damiano e Fabrizio (agli arresti domiciliari, mentre Fabrizio è stato scarcerato), sono accusati di terrorismo internazionale secondo quanto detta il 270 bis, retroterra di legislazione fascista.



Tale violenza accusatoria si inserisce in una logica repressiva più ampia del Potere che tende a colpire chi non si piega ai suoi interessi, o comunque, a chi non segue i suoi dettami e stili di vita.
Un altro esempio a noi vicino è la morte "misteriosa" di Aldo Bianzino avvenuta nel carcere di Capanne a Perugia, luogo simbolo della sicurezza. Sicurezza che intanto diventa psicosi e si concretizza in una vera "pulizia etnica" per le vie del centro storico da parte delle forza dell'ordine con giornalisti al seguito.

Questi eventi sono comuni in tutto il paese basti pensare alla morte di Federico Aldrovandi, picchiato dalla polizia, oppure alle ondate legislative anti rom (casi Bologna, Firenze, etc.).


Contro questo clima da Stato di Polizia, dove si viene imprigionati e si muore in carcere nel silenzio generale chiediamo:
-la liberazione immediata di tutti i ragazzi spoletini
-chiediamo giustizia e verità per Aldo come per ogni altro caso di
violenza di stato


Vi invitiamo tutti al presidio in Piazza Italia dal 31 gennaio a giovedì 7 febbraio per opporci a queste deriva chiamata securitarismo.

Lab Aut

 

a "lezione" dai compagni romani di UNIRIOT....

labaut | 13 Dicembre, 2007 21:03

Democrazia e Crisi: seminario con Mario Tronti – La Sapienza – Roma 12/12/2007 (per scaricare il materiale dell'autoformazione cliccare su Album/Documenti Lab Aut)

Dopo l’introduzione dei compagn* del collettivo SP2 (leggevano troppo velocemente quindi ce lo siamo perso) la parola è passata al grande vecchio.

Tronti, marxianamente, critica la democrazia usando il termine “per la critica della democrazia politica” assumendo, come lo stesso Marx fece nella sua critica all’economia politica, tutta la tradizione teorica precedente in quanto non può esistere un'altra democrazia politica, come non poteva esistere un’altra economia politica.

Il campo di analisi riguarda la democrazia dei moderni (nel pensiero politico che va dal liberalismo dell’ottocento fino al pensiero democratico novecentesco) passando dalla fase del capitalismo libero/concorrenziale fino al capitalismo sociale, che trova la sua massima espressione nel sistema dello stato sociale.

In questo contesto il rapporto individuo/stato viene declinato, dopo la crisi dello stato liberale immediatamente dopo la prima grande guerra, in due tronconi:

  • Totalitarismo 900
  • Democrazia occidentale

La Grande guerra aveva intanto contribuito alla “socializzazione” e “nazionalizzazione” delle masse continuando il percorso iniziato con le prime rivendicazioni dei movimenti socialisti. Nelle mille difficoltà della guerra di trincea la socializzazione passò attraverso la reciproca solidarietà dei soldati al fronte impegnati in lunghe battaglie sanguinose ed estenuanti. Questo fenomeno si può osservare nei “consigli” di soldati/operai soldati/contadini in Russia che poi daranno vita a quel potere embrionale caratterizzante il sistema sovietico totalitario,  sia negli stati liberali dove questa commistione “socializzazione ” “nazionalizzazione” porterà al crollo dello stesso sistema liberale e che fa dire a Tronti che la guerra fu antiliberale proprio perché portò al collasso lo stato liberale fino a quel punto dominante nella scena europea

Dopo la seconda guerra mondiale vi fu il trionfo della soluzione democratica  Essa si presenta come la democrazia delle masse, dei partiti di massa, che supera la soluzione liberale, portando a conquiste sociali riformistiche (più o meno radicali). In questi anni comincia il rapporto Europa/Democrazia, che vuol dire americanizzazione, ovvero esportazione vincente del modello americano democratico (Touqueville). Si passa così dalle masse (sfondo sociale articolato in classi e i loro referenti partitici e sindacali) alla massa (omogenea e indistinta).

Dalla fase socializzazione/nazionalizzazione si passa alla fase della massificazione sia della società che dello stato, appellata da Tronti come democrazia REALE (il rimando al socialismo reale è esplicito e proprio per questo né socialismo né democrazia sono concetti da ripensare e riproporre in quanto già storicamente dati).

 

Con l’assunzione della democrazia come valore in sé il movimento operaio si suicidò. Esso non fu sconfitto dal capitalismo, con cui aveva un rapporto conflittuale ma dove, tuttavia, i rapporti di forza variavano a seconda delle situazioni, ma la sconfitta fu determinata dalla democrazia stessa e più specificatamente dall’universalismo democratico che distrugge le differenze di classe (riprendendo Schmitt il quale diceva che la cultura identitaria è nemica delle differenze, e quindi la più forte critica della democrazia è la forza delle differenze). La democrazie è basata su una dimensione quantitativa e massificante (infatti la massa è una). Nel capitalismo maturo non è l’individuo l’elemento centrale, ma l’individuo massificato che quantitativamente produce, consuma, scambia. La qualità è anticapitalista. La lotta per l’egemonia, per dirla con Gramsci, sta nel portare la qualità a livello superiore della quantità. Da ciò viene rifiutato il principio di maggioranza perché essa è intrinseca all’ordine massificato. 

Dal momento che si accetta il principio una testa un voto la prospettiva rivoluzionaria muore. Acquisire la pratica democratica o dichiarare chiuso il processo rivoluzionario equivale a dire la stessa cosa. Al di fuori della doppiezza (i rivoluzionari sopravvivono e crescono meglio in democrazia) la democrazia non è utilizzabile. Essa è intrinseca al capitalismo perché si è evoluta con esso e quindi il superamento del capitalismo equivale al superamento della democrazia.

 

Nell’insieme eterogeneo del popolo una classe (operaia) si eleva a classe per sé. La classe operaia diviene così più di popolo e anche se minoritaria si organizza e lotta. Con le sconfitte operaie di fine anni 70 però essa compie il salto inverso tornando popolo, e quindi il processo rivoluzionario si spegne perché il popolo è la base legale del potere politico della sovranità moderna.

Nel divenire minoritari non dobbiamo divenire minoranza (Deleuze).

Elaborare un pensiero a-democratico ( non anti-democratico) è il nostro compito per una riproposizione di una teoria politica della minoranza che sia centrale e non marginale e che sappia oltrepassare la frontiera democratica. Questa è la forza che deriva dal filone di pensiero operista che vedendo gli operai come parte, come minorità in rapporto alla quantità, fu però capace di portare l’operaio a potenza egemone, maggioritaria, dal punto di vista qualitativo.

 

La democrazia politica non fa altro che secolarizzare l’idea del popolo di dio prediletto, in  questo caso americano  (come si nota nei continui riferimenti a dio nella costituzione o nei discorsi alla nazione del presidente) chiamando esso al ruolo di civilizzatore. Il popolo di dio è lo stesso popolo alla base del pensiero democratico.

 

Infine la discussione si incentra sul rapporto tra legittimità  e legalità. La minoranza è sempre legittima ma non sempre legale. Se pensiamo all’abolizione del sistema capitalistico da parte delle forze rivoluzionarie  esso è legittimo, ma non legale. Ma ciò avviene perché la legittimità nasce nelle stato d’eccezione mentre la legalità nasce nello stato d’ordine.

 

Dopo l’intervento fiume di Tronti l’assemblea ha fornito spunti interessanti che sintetizzo in punti:

  • la crisi del normativismo è dovuta al fatto che le norme pensate per la tutela dei più deboli sono in realtà a difesa dei più forti (universalismo aggressivo);
  • il capitalismo ha vinto non sull’esclusione ma sull’inclusione dove la partecipazione senza prendere parte si può considerare come prosecuzione della democrazia;
  • Il capitalismo basato sull’individualismo diviene assunzione subalterna della singolarità e bene più pericolosa di quella disposizione massificante che mirava ad impedirlo;
  • l’universalismo democratico neutralizza il conflitto.

 

P.S.

(mi rivolgo alle compagne Anna e Benedetta)

Correzione e/o integrazioni sono ben accette

 

Flavio – Lab.Aut UNIPG

13/12/07

 

Vicenza, sabato 15 dicembre manifestazione europea No Dal Molin: ore 14 Piazzale della Stazione Fs

labaut | 08 Dicembre, 2007 15:22

Un saluto a tutt*,
il C.S.O.A. Ex Mattatoio organizza un autobus per la manifestazione di sabato 15 dicembre a Vicenza.
Per adesioni e info: 339.4156846 | 380.4385403 | info@csoaexmattatoio.org

LETTERA APERTA: SE NON ORA, QUANDO?
Non lo nascondiamo: siamo dei sognatori; vorremmo impedire alla più grande potenza militare mondiale di mettere
casa nel nostro cortile. E’ vero, siamo anche un pò testardi; ce lo hanno detto in tutte le salse: «cari vicentini,
mettetevela via, gli interessi della guerra saranno più forti dei vostri presidi». Pazzi? Può darsi: del resto, chi avrebbe
montato un Festival-campeggio di 10 giorni?
 
Eppure, siamo ancora qui. In questi giorni raddoppiamo il nostro Presidio Permanente; tutto intorno, un silenzio
assordante, fatto di quotidiani e telegiornali che, dopo aver assediato Vicenza in concomitanza con il grande corteo
del 17 febbraio, ora non hanno più nulla da dire su un movimento che ha continuato a vivere di passione e
determinazione. Un movimento che si esprime tra e con la gente di Vicenza, attraverso iniziative e manifestazioni
continue: abbiamo tagliato i cavidotti funzionali alla nuova base Usa, occupato la Basilica Palladiana, piantato 150
alberi all’interno del Dal Molin; abbiamo bloccato, per tre giorni e tre notti, le bonifiche belliche – iniziate un mese
fa – necessarie per iniziare la costruzione dell’installazione militare, e le donne del Presidio, sono andate a Firenze per
boicottare l’ABC – azienda incaricata delle bonifiche – e proseguire la campagna dei blocchi.
 
Con i primi blocchi dei lavori abbiamo imparato, ancor di più, ad essere una comunità; e abbiamo sentito, da tante parti
d’Italia, la solidarietà e la condivisione che tante donne e tanti uomini esprimono per la lotta vicentina. Abbiamo chiesto,
anche, che i 170 Parlamentari che si sono dichiarati contrari alla realizzazione della nuova base Usa mantengano la
propria promessa: portare subito in Parlamento la moratoria sui lavori in attesa dello svolgimento della Seconda
Conferenza sulle servitù militari e chiedere la desecretazione degli accordi militari bilaterali. Questo, ad oggi, non è
avvenuto: abbiamo già visto il Governo promettere di ascoltare la comunità vicentina e poi tradirla: c’è qualcuno che
vuol seguire il solco tracciato da Prodi? Non portare subito in Parlamento la moratoria, infatti, significa comportarsi nello
stesso modo del Presidente del Consiglio che, dopo aver promesso di voler considerare la vicenda alla luce della volontà
della comunità locale, dichiarò dall’estero di non opporsi alle richieste statunitensi svendendo la nostra città.
 
Lo scorso 17 febbraio, insieme, abbiamo dimostrato quanto grande è il movimento che vuol battersi contro la guerra e
la militarizzazione del territorio, per la difesa della terra e la costruzione di nuove pratiche di democrazia; ma Vicenza,
da sola, è insufficiente a sostenere questa lotta che, pure, accomuna gran parte della popolazione locale: Vicenza è solo
un villaggio nella grande comunità che crede in un altro mondo possibile. Abbiamo bisogno, ancora una volta, della
vostra condivisione, della vostra partecipazione, della vostra solidarietà.
 
Abbiamo convocato, a dicembre, una tre giorni europea di confronto, contaminazione, approfondimento; vogliamo
allargare i nostri orizzonti, conoscere nuove comunità, condividere altre lotte. Ma vogliamo, anche, dimostrare che la
vicenda del Dal Molin è ancora aperta: per questo il 15 dicembre un grande corteo attraverserà le strade della nostra città.
Abbiamo sempre detto che “se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia”: vi
chiediamo di condividere il nostro sogno, ancora una volta, perché una terra senza basi di guerra possa diventare realtà.
 
Se non ora, quando? Vicenza chiama, ancora una volta: e noi siamo sicuri che risponderete in tanti.
Perché Vicenza vive già al di fuori dei suoi confini.


Presidio Permanente, Vicenza 27 novembre 2007


Per leggere l’appello della tre giorni europea: www.nodalmolin.it

FATTI DEL 22 NOV - Operazione centro sicuro

labaut | 28 Novembre, 2007 16:00

Giovedì 22 nov a Perugia le forze del disordine, accompagnate dall'immancabile stampa, hanno effettuato una "operazione" fascista arrestando e inseguendo persone per strada con l'unica colpa di essere di colore. L'assurdità di tale operazione da polizia sud africana sta nell'aver fermato e addirittura fatto scendere dagli autobus persone di colore (o quanto meno non-italiani) e controllando e perquisendo senza nessuna garanzia democratica. In tale situazione vengono arrestate oltre trenta persone e non solo "pericolosi" spacciatori ma anche lavoratori onesti come l'amico Simo, extracomunitario senza permesso di soggiorno che abitava in una "vera" casa, pagava l'affitto e faceva tre lavori, ovviamente in nero, per spedire i soldi ai familiari residenti in Marocco. Bè, il nostro amico è ora al CPT di Bari e il giudice di pace ne ha già prontamente decretato l'espatrio.

Questa paranoia securitaria che ha investito Perugia nell'ultimo mese dopo l'omicidio della ragazza inglese sta diventando pericolosa. Intanto, domenica sera, gli amici di Simo, (una ventina di persone) si sono raccolti in piazza con cartelloni e volantini e sono stati prontamente identificati uno per uno da Digos e questora. Militarizzazione del territorio, violenza psicologica, e paura di tutto ciò che non è omologato stanno trasformando Perugia. Ma noi chiediamo a questi legalisti: riguardo alla morte di ALDO BIANZINO che cosa state facendo??? bè la risposta è ovvia. NIENTE!!! Il caso della ragazza è servito da scusa per giustificare qualsiasi violenza e disprezzo della vita democratica in nome della sicurezza; il tutto condito con il ritorno dei fascisti in città.

Invitiamo dunque tutti/e all'assemblea che si svolgerà giovedì 29 npvembre alle ore17.00 presso la casa dell'associazionismo in via della Viola n.1.

Per riprenderci la città e per combattere il fascismo dilagante anche nelle istituzioni.

follia

AULA AUTOGESTITA: incontro in presidenza mercoledì 29 nov alle ore 9.30

labaut | 28 Novembre, 2007 15:57

Mercoledì 29 novembre ore 9.30 incontro in presidenza per rivendicare il nostro bisogno di spazi liberati dove gli studenti possano praticare studio collettivo, organizzare seminari per l'autoformazione, promuovere iniziative culturali e discutere e confrontarsi in uno spazio di socialità liberata.
Per tutti questi motivi chiederemo al preside la disponibilità di un aula per le nostre esigenze.
Chiediamo a tutti i compagni e a tutti gli studenti interessati la presenza.

Autoformazione : working progress

labaut | 28 Novembre, 2007 15:51

lo schema definitivo per partire nel lavoro per l'autoformazione (per scaricare il materiale dell'autoformazione cliccare Album/documenti Lab Aut) è il seguente:

PRECARIETA':percorso storico/economico sul tema iniziando dalla prima guerra mondiale, crisi del ventinove, welfare state, Keyns, Ford. Responsabile Francesco, il nostro economista filosofico;

IN/SICUREZZA:(accezioni varie sul tema e grosso del lavoro su tutta la teoria foucaultiana) nelle mani, e nelle teste, di Anna e Benedetta (c'è anche Selene nel gruppo ma si sta aggiornando)

PAURA=POTERE/CONTROLLO(DERIVA SECURITARIA)
i due temi sono stati accorpati perchè sono collegati. A grandi linee sulla paura l'idea è di effettuare un sondaggio a campione su ciò di cui la gente ha paura e in seguito confrontarlo con un analisi su ciò che i media ci indicano come probabili pericoli. Rispetto alla sorveglianza le tre accezioni MARX-WEBER-FOUCAULT e le rispettive teorizzazioni fino ad arrivare agli approcci odierni. Responsabili Leonardo e Flavio.

golconda
 
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