STIAMO ORGANIZZANDO L'AUTOBUS PER GENOVA IL 17
labaut | 09 Novembre, 2007 15:39
Venerdì 17 tutti a genova. Chi è interessato contatti Flavio 3282646747
saluti resistenti
L'unico problema vero di sicurezza è quella sociale
labaut | 09 Novembre, 2007 15:38
Il
potere, per occultare le proprie contraddizioni, individua nemici ad arte
mediante strumenti di distrazione di massa, che riconducono la realtà a una
percezione mediatica e ideologizzata.
La
vera emergenza è la precarietà che abbassa il livello rivendicativo
dell’individuo, appiattito all’esigenza di reddito. In questa condizione
diventa impensabile progettare un futuro che includa il riflettere, lo
scervellarsi, il sognare, l’amare, l’odiare…
CONTRO OGNI INTOLLERANZA
CONTRO OGNI PRECARIETÀ
Lab.Aut.
UNIPG
R/esistenza alla fabbrica univeristaria
labaut | 09 Novembre, 2007 15:33
Dentro una società in cui ogni aspetto della vita umana è assoggettato
a meccanismi di messa a valore, anche il sapere rimane imbrigliato in
logiche puramente aziendali. L'università si tramuta così da luogo di
produzione di cultura a luogo dove la cultura è messa a produzione e lo
studente, come l'operaio in fabbrica, viene spossessato dei frutti del
suo lavoro.
All'ideale di arricchimento dell'individuo è stato
sostituito un gretto, ma più funzionale, nozionismo. Come automi
veniamo programmati con il minimo delle istruzioni necessarie a
garantire un nostro multiforme e indifferenziato adattamento alla
precarizzazione del mercato, così come imposto dall'imperativo della
flessibilità.
Ma non c'è solo questo: la pauperizzazione delle
coscienze comporta anche meno difese,maggiore vulnerabilità e
manovrabilità. Gli OPERAI DEL SAPERE saranno pronti a dare il meglio di
se' per far crescere il sistema nella direzione per loro stabilita da
chi concretamente lo governa.
Obbiettivo di vecchie e nuove
riforme rimane quello di plasmare lo studente massa: un individuo
omologato, unidimensionale, la cui possibilità di autodeterminazione è
ormai ridotta al minimo grazie a piani di studio disorganici, che
impongono ritmi da fabbrica fordista e generano frammentazione.
A
questo infimo attacca mosso alla nostra dignità e personalità, noi
rispondiamo con pratiche che si sottraggono alla fabbrica totale, e in
questo tempo liberato diamo vita a una forma altra e affermativa di
cultura: quella condivisa e autoformata.