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Verso il 9 novembre: Generalizziamo lo sciopero blocchiamo la metropoli

labaut | 03 Novembre, 2007 16:20

Generalizziamo lo sciopero blocchiamo la metropoli Generalizziamo lo sciopero blocchiamo la metropoli

Generalizziamo lo sciopero blocchiamo la metropoli

Il 9 novembre sarà il giorno dello sciopero generale e generalizzato indetto dai sindacati di base, a cui aderiranno anche tutte quelle realtà che parlano di precarietà e i nodi reali del precariato cognitivo.
Il processo di precarizzazione delle nostre vite non comincia sicuramente oggi, ma ha radici ben più profonde che molto probabilmente riconosciamo nell’istituzione del pacchetto Treu e della legge Biagi (legge 30/2003) ma non solo; i processi di pauperizzazione e precarizzazione del mercato del lavoro rispondono a logiche di mercato che eccedono il concetto stesso di Stato-Nazione, spostando la governance di questi processi in un nuovo spazio politico, uno spazio costruito sugli interessi di nuove lobby globali che non tengono in nessuna considerazione quelli che sono i nostri bisogni, desideri e pulsioni.
L’attuale governo Prodi, in perfetta linea con il precedente, risponde a pieno a queste logiche continuando a non tenere conto delle attuali esigenze del paese e applicando alla perfezione le direttive del mercato globale. La precarietà è ormai un processo che investe a pieno le nostre vite, il capitalismo in questa sua fase avanzata imbastisce un attacco procedendo su due diverse direttrici: da un lato i meccanismi del controllo puntano ad escludere "preventiva"mente tutti i soggetti, anche solo potenzialmente devianti (writer, raver, migranti, prostitute, omosessuali e movimenti sociali); dall’altro i processi di pauperizzazione e precarizzazione del lavoro e della formazione rendono i soggetti sempre più flessibili alle esigenze del mercato.
L’università e le scuole superiori, che hanno perso la propria centralità nella formazione, oggi ci sembrano il luogo migliore per mettere a nudo questi processi di applicazione della forza. Le nuove condizioni spazio-temporali dell’università scuola riformata hanno modificato il senso della produzione e della trasmissione del sapere. Meccanismi di inclusione differenziale, quali i test di ingresso, gli esami di riparazione e i numeri chiusi, tendono a selezionare e porre barriere all’accesso della formazione a ogni livello.
I movimenti sociali di questo

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